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Diventare un E-commerce manager: Francesco Chiappini ce lo insegna! | Bevalory.com

Nell’ambito del Web Marketing Festival ho potuto porre alcune domande a Francesco Chiappini, speaker nella sala “E-commerce e Retail”. Docente di “Ecommerce School” per le aziende e per i giovani imprenditori, ci ha dato alcuni preziosi consigli per diventare un e-commerce manager.

Lei ha dichiarato che la cosa più bella del Suo lavoro è che La diverte. Quanto è importante la passione per la propria professione in un campo come il digitale che richiede un continuo aggiornamento?

Dev’essere costante. Nell’e-commerce ancora di più.
Se non c’è passione e voglia di formarsi continuamente ci si ferma ben presto nell’evoluzione professionale.
Quando ho iniziato nel 2002 c’era solo ebay, oggi ci sono tantissimi canali distributivi e di marketing che richiedono competenza nella gestione e nella lettura dei dati. È davvero fondamentale amare questo settore per essere continuamente stimolati e sempre aggiornati sulle tantissime novità che quotidianamente vengono pubblicate.

I corsi della Sua realtà “E-commerce School” generalmente sono mediamente avanzati ma alcuni sono rivolti anche a chi vuole iniziare a vendere online. Pensa che l’e-commerce sia una buona opportunità per un giovane? 

Assolutamente sì e per questo abbiamo creato un corso “Da Zero a E-commerce” che permette proprio a chi si approccia per la prima volta di essere guidato sin dai primi passi.
Per quanto riguarda le opportunità si può fare carriera come professionista o intraprendere un percorso imprenditoriale, entrambi necessitano di competenza.
L’e-commerce manager è il lavoro del futuro ed è già una figura professionale molto ambita e super ricercata sul mercato.
Per chi vuole diventare e-commerce Manager abbiamo creato un Master di 18 mesi operativo che permette di entrare subito nel mondo del lavoro, ecommerceHeroes.it
Se invece si vuole scegliere una carriera imprenditoriale, il consiglio è di diffidare da soldi facili, dropshipping vari e scorciatoie, ma di munirsi di olio di gomito, studiare tanto, testare, mettersi alla prova e soprattutto formarsi da imprenditori e non da tecnici o teorici che non hanno mai investito un centesimo di tasca propria come imprenditori. Questo fa tutta la differenza del mondo. 

Quali skills sono necessarie per intraprendere un percorso imprenditoriale nel mondo dell’e-commerce?

Due tipologie innanzitutto, orizzontali e verticali.
La prima, di Management, per guidare e delegare correttamente un progetto e-commerce, mentre le seconde servono per governare tutte le altre attività specialistiche e non per forza devono essere di competenza dell’imprenditore che può affiancarsi di un team specializzato su questi ambiti.
In generale è bene prima essere dei buoni imprenditori ed aver studiato Gestione aziendale, solo così puoi essere anche un ottimo imprenditore e-commerce.

Lei è considerato un pioniere della “Marketing Automation”. Come questa disciplina può conciliarsi con il crescente bisogno dei clienti di creare un rapporto, una relazione con il brand, con l’aumentata necessità di umanizzazione dei brand?

L’idea che la Marketing automation renda tutto impersonale è errata.

Anzi, queste attività aumentano la rilevanza delle comunicazioni e pertanto offerte e contenuti personalizzati avvicinano ancora di più i consumatori al brand, perché si sentono considerati  e vedono comunicare il brand in modalità one to one.

Poi tutto è automatizzabile, ma in alcune attività non sempre è consigliato.

Prendiamo per esempio il Customer Care, è vero che puoi automatizzarlo con chatbot sempre più intelligenti, ma il valore umano e la capacità di vendita di un operatore reale non potrà mai essere superato o raggiunto da un bot.

Quindi a livello strategico ci possono essere delle attività che per scelta si sceglie di non automatizzare, specialmente sul B2C (business to consumer) dove è davvero importante creare una relazione umana con i clienti.

Un obiettivo di ValorY è aiutare i giovani nella scelta del loro futuro professionale trasformando il mondo digitale in opportunità reali. Pensa che creare sinergie tra realtà che si dedicano alla crescita dei giovani possa dare a noi “fruitori” maggiori vantaggi?

Le partnership sono molto sottovalutate ma permettono di aumentare il bacino di visibilità e crescere a rete con obiettivi condivisi e comuni.
Peccato che in Italia ci sia poca mentalità a riguardo e si tenda sempre a fare le cose in autonomia piuttosto che creare partnership.
Il digitale permette ai giovani di avere mille opportunità, il nostro ruolo di formatori ed imprenditori è quello di guidarli non solo verso percorsi formativi di valore, ma soprattutto di insegnare un’etica professionale che si perde spesso sui social network, perché l’aspetto umano e relazionale è sempre la chiave vincente di qualsiasi professionista, al di là delle competenze.

Anche Francesco Chiappini, come molti professionisti del digitale, sostiene la necessità di lavorare nel marketing digitale con passione, sostenuti da una formazione continua, avendo a cuore le relazioni umane e l’etica professionale. Ciò può essere facilitato con la creazione di partnerships che condividano obiettivi di valore. 

Marco Gastaldi